carne di cabannina

razza a rischio estinzione

LA RAZZA CABANNINA

Bovino autoctono della provincia di Genova 220 capi iscritti al Registro Anagrafico. Presenta un mantello castano scuro con riga mulina di colore chiaro e sfumature rossiccie. La testa è piccola, corta, leggera, il musello è nero ornato ampiamente di bianco. Mole ridotta (4 q peso vivo), arti potenti, unghioni durissimi, elevata capacità corporea. Produzione di 20 – 30 q di latte per anno. Ottima pascolatrice, sa utilizzare efficacemente le risorse vegetali dell’Appennino genovese, anche in territori con elevate pendenze. Elevata longevità (frequenti le bovine con oltre 12 anni). 

zona di produzione

Intero territorio amministrativo della provincia di Genova, attualmente la produzione è circoscritta nel comune di Rezzoaglio.

I nostri eventi

L'ALLEVAMENTO DI CABANNINA

L’Allevamento, basato sull’utilizzo del pascolo protratto per grande parte dell’anno e sull’uso delle essenze spontanee locali, determina caratteristiche particolari per i prodotti finali (latte e formaggi) unici per sapore e genuinità. Anche per questo motivo, si può dire che la Cabannina, per la provincia di Genova, rappresenta la testimonianza dell’indissolubile legame tra un territorio e i suoi prodotti, ed esprime nel modo più felice il processo di incontro e adattamento tra le caratteristiche di una razza e quelle dell’ambiente dove si è evoluta e mantenuta nel tempo.

RICETTE

La carne di Cabannina dà il meglio di sé lasciata a crudo come ad esempio nella tartare. Invece se si cuoce è ottima la lombata alla brace, brasati e goulash. 

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CARATTERISTICHE

Carne di Cabannina

le origini

La Cabannina deve il suo nome a Cabanne, frazione del comune di Rezzoaglio, paese dell’Alta Val d’Aveto, che è stato il principale centro di allevamento e diffusione dei capi di vacca cabannina, una razza autoctona la cui proverbiale rusticità rappresenta la ragione principale della sua sopravvivenza negli impervi pascoli del territorio montano genovese. La Cabannina, talvolta chiamata anche “Montanina”, ha origini antiche, infatti uno studio dell’Università di Pavia ha dimostrato evidenti collegamenti con l’antenato di tutti i bovini moderni, il “bos primigenius”, e ha permesso di tracciare una linea diretta di parentela finora mai riscontrata per altre razze bovine.

la storia

La Cabannina ha mantenuto nel tempo un legame strettissimo con il proprio patrimonio genetico più antico, e, avendo subito una selezione produttiva davvero ridotta, ha conservato le originarie attitudini lattifere in relazione all’uso delle risorse foraggiere del territorio.
Dalla fine del XIX secolo le popolazioni bovine della provincia di Genova (con 40.000 esemplari all’inizio del ’900) sono state gradualmente incrociate o sostituite con razze più produttive (soprattutto la razza Bruna), così provocando la scomparsa di molti tipi locali.
Nel 1963 per legge fu addirittura imposta la sostituzione della Cabannina e ne fu decretata l’estinzione; ma la tenace opposizione degli allevatori locali e l’impegno delle loro associazioni ha permesso alla Cabannina di sfidare i tempi e la miopia delle leggi e di arrivare fino ai nostri giorni, seppure in numero estremamente ridotto, pari a poco più di 200 esemplari.
Oggi la Cabannina è la testimonianza vivente dell’attaccamento della gente ligure alla propria terra e al loro patrimonio, ma è anche la prova di uno straordinario lavoro di recupero iniziato nel 1982 dall’Associazione degli Allevatori, che è approdato oggi alla realizzazione di un sistema di certificazione basato su un marchio collettivo geografico “U Cabanin”.

Carne

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